Memory app

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Progetto Tesi di Laurea di I livello in Nuove Tecnologie dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.

Titolo tesi: “Vivere la vita come una serie ordinata di app – Un nuovo medium per l’Arte digitale”.

Anno 2014.

 

Concept

Le app sono entrate talmente tanto nelle nostre vite che questo può condurre a una dipendenza come descritto da Generazione App57 o può costituire un nuovo medium, creando qualcosa di nuovo, e manifestare il proprio io.

IconApp

In questa tesi il concetto di social media è visto ed usato come un vantaggio per l’artista, un fenomeno che sta coinvolgendo il nostro quotidiano e che permette un’espressione del sè. I social media permettono di condividere l’esperienza con un grande bacino di utenza e da ogni luogo, inoltre i dati che catturano, i quali delineano caratteristiche e pensieri di ciascun individuo, possono essere usati per generare nuove espressioni creative.

Così come gli artisti della Mobile Art58 hanno dimostrato che le app possono costituire un nuovo metodo per l’arte visiva, questa tesi ha l’intento di dimostrare come le attività tipiche delle applicazioni social possano essere sfruttate dall’arte contemporanea.

Nasce così il progetto “Memory” che ha come scopo quello di generare un’opera collettiva che sia frutto della partecipazione di più utenti, i quali usano le pratiche ed i gesti ormai comuni che derivano dai social media, per creare, consciamente o meno, un’arte generativa.

L’artista mette a disposizione il mezzo, un’app ed un web server, e programma le caratteristiche dell’opera (forme, colori, posizioni), ma quest’ultime saranno determinate dall’intervento di tutti coloro che vi parteciperanno.

L’utente, che diventa così autore, utilizzerà l’app con l’intento di partecipare ad una collettività virtuale che sarà visibile solo in Rete, perchè essa rappresenta l’unico luogo in cui tutti possono unirsi.

 

Descrizione dell’interazione

Le peculiarità tipiche dei social che implicano la manifestazione del proprio stato – vedi l’opzione “Add what you’re doing or feeling?” di Facebook ‒, le coordinate GPS, i commenti e i selfie che delineano la propria identità, saranno i dati inviati dall’utente per  costituirne l’opera collettiva.


Obiettivi

Ogni utente che usa l’app Memory è identificato nell’opera collettiva da un cerchio colorato da una parte, e da un selfie dall’altra: nel primo caso rimane anonimo, nel secondo può decidere di svelarne almeno il volto.

Caratteristiche tecniche

Il progetto è suddiviso pertanto in due parti: la prima constiste nell’app vera e propria programmata con AppInventor59 per l’espressione del sé, la seconda, costituita da due pagine web, permette ad ogni utente di inviare la propria identità svelata da un selfie.

Prima parte:

l’app invia dati come longitudine, latitudine, stato d’animo, commento, a un database MySQL, questi dati vengono letti e interpretati da una libreria JavaScript che facilita la pubblicazione di disegni grafici su pagine Web: Sigma Js60. Questa grafica generativa costituisce l’opera collettiva, visibile su http://www.chiaravitale.net/sigma/index.html

Seconda parte:

dall’ultima schermata dell’app è possibile accedere a una pagina php che permette di gestire l’opzione fotocamera per scattare un selfie. L’immagine viene inviata ad un altro database e infine mandate ad un’ultima pagina php: una “galleryˮ composta da i selfie di tutti coloro che hanno partecipato.

How you’re feeling?

In questa schermata è richiesto all’utente di esprime il suo stato d’animo, scegliendo in una lista di 14 stati d’animo predefiniti: a seconda della scelta, il cerchio che identifica l’utente nell’opera collettiva avrà un colore associato.

Gli stati d’animo, con i relativi colori sono:

- felice

- innamorato

- carico

- cool

- alla grande

- strong

- soddisfatto

- triste

- solo

- annoiato

- confuso

- arrabbiato

- ansia

- dispiaciuto

Limiti e risoluzioni

Inizialmente l’app doveva unire stati d’animo, posizione dell’utente nello spazio, commenti e selfie in un’unica opera collettiva, ma non era possibile inviare un file di tipo immagine (selfie) a un web server da AppInventor per i limiti di quest’ultimo; inoltre risultava complicato gestire tutti questi file insieme su un’unica pagina web. Pertanto si è deciso di compiere questa funzione nella succitata “seconda parte”. Questo limite ha permesso però di costituire due opere collettive in Rete: una grafica generativa da una parte che rappresenta l’espressione del sé di tutti coloro che vi partecipano, e una galleria di selfie dall’altra che si rivela essere una quadro fatto di autoritratti di coloro che partecipano al compimento dell’opera.

Schema del’app

Con questo schema si rendono più chiari tutti i passaggi del progetto:

schema

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